“Nella ricerca di nuove modalità interpretative che consentano all’Uomo di rapportarsi in maniera più adeguata ai propri ambienti di vita appare prioritario promuovere il passaggio da modi di pensare l’ambiente di tipo statico (differenziare e classificare gli elementi) a modalità dinamiche che attribuiscono a ciascun elemento una sua collocazione nell’organizzazione del sistema in cui è inserito. Pensare in termini di sistemi consente di organizzare cognitivamente la realtà e il proprio rapporto con essa, imparando a vedere ciò che non si è abituati a vedere, a schematizzare la complessità in elementi connessi tra loro da relazioni.”
(“L’ecologia dell’apprendimento” di F. Montanari in “Scuola e territorio, Le politiche educative per i bambini gli adolescenti e i giovani” a cura di F. Frabboni e F. Montanari – Ed. FrancoAngeli, 2008)
Il Progetto “Ecologia delle Relazioni” nasce nel 1995 con l’accoglienza, al Centro Montano di Pietragavina, di alcuni gruppi scolastici della scuola elementare della provincia di Pavia.
Il progetto vede da subito la collaborazione e la sinergia tra l’Amministrazione Provinciale di Pavia, la Fondazione Adolescere e gli istituti scolastici presenti sul territorio.
Gli elementi interdisciplinari ed educativi sottesi al progetto permettono in tal senso di connotare sempre di più Pietragavina come “aula decentrata”, vero e proprio “libro dal vivo” da sfogliare.
Attraverso percorsi che conducono a interpretazioni di tipo sistemico possono essere affrontati alcuni nodi rilevanti che riguardano il rapporto Uomo/ambiente:
- il riconoscimento di sé stessi come sistema che, pur conservando limiti di funzionamento e caratteristiche di identità, è continuamente coinvolto in relazioni e scambi dinamici con l’esterno; l’individuazione di gerarchie di complessità, di livelli diversi nelle strutture di relazione;
- la percezione che ciascun soggetto è un trasformatore per riuscire a cogliere i nessi tra le proprie micro-azioni quotidiane e i loro effetti, tra i modi di porsi e la realtà;
- l’individuazione di schemi di funzionamento dei fenomeni naturali e sociali, la loro organizzazione in complesse reti di relazione.
Le aspettative insite nel Progetto Pietragavina riguardano principalmente il gruppo classe che partecipa all’esperienza residenziale.Ci si aspettano, quindi, situazioni e obiettivi ben precisi: l’aggregazione tra i partecipanti e il “fare gruppo”, condividendo spazio, tempo, risorse, energie ed eventi per tre giorni; consapevolizzare che l’ecologia è un processo che parte dalla persona, ogni azione è interconnessa ad un’ecologia della mente (Bateson); consapevolizzare l’esperienza, per individuarne il metodo, “smontando” le attività in eventi e processi; pensarsi per relazioni (uomo – ambiente, uomo – uomo, gruppo); creare un legame affettivo con l’ambiente, apprendere dall’esperienza concreta utili spunti per i contenuti didattici incontrati a scuola. Le aspettative del Progetto Pietragavina sono estese anche al corpo insegnanti che accompagnano i ragazzi in questa avventura. Il percorso didattico per i docenti intende fornire, partendo dall’esperienza diretta “sul campo” e arrivando ai diversi ambiti disciplinari, un’occasione di verifica in laboratori residenziali per un più armonioso rapporto tra scuola e “ambiente”, tra i contenuti e le modalità dell’apprendimento.
Le attività svolte nel Progetto Pietragavina sono innanzitutto “esperienze“.
Le proposte vanno classificate in due insiemi:
Esperienze in ambito esterno riguardanti: l’esplorazione, l’osservazione e la conoscenza ambientale (escursioni e percorsi e visite guidate); le attività legate al contatto e alla percezione sensoriale degli elementi del bosco (costruire, sporcarsi, toccare, lasciare “impronte”, giochi di movimento); le attività di orientamento (gioco sport ed esercitazioni); attività creative legate alla musica, alla drammatizzazione e alla simulazione in ambiente naturale.
Esperienze in ambito interno: relative alle attività di elaborazione degli eventi (discussioni in cerchio, costruzione di cartelloni espositivi); giochi di ruolo e di simulazione (attività di sperimentazione e comprensione dei processi comunicativi, relazionali e ambientali); attività grafico – artistiche legate alla creatività individuale e di gruppo (creare favole, storie e fumetti, attività legate alla costruzione e comprensione dei simboli).