“Se si prende in considerazione la tipologia dei gruppi in funzione della loro centratura possiamo dire, ad esempio, che la squadra è un gruppo centrato sulla prestazione, che la banda è un gruppo centrato sul potere del “capo”, che il gruppo amicale è basato sulla libera scelta degli amici, che la comunità ha la sua centratura sui valori, che l’associazione si centra sull’appartenenza, che la classe è un gruppo centrato sul curricolo degli studi, e così via. Ora se la classe, ovvero un insieme “casuale” di studenti, viene sollecitata a percorrere il curricolo con successo e in questa impresa vengono investite solo le risorse del ruolo studente, la scuola rischia di perdere per strada gran parte di quegli adolescenti che percepiscono in maniera debole questo ruolo, ma ciò che più amareggia è constatare come, fra tutti quelli che procedono, sia comunque alto il numero di chi presenta un “successo dimezzato”.
(“I contenuti del progetto Pietralara” di Riccardo e Stefano Conte in “Scuola e territorio Le politiche educative per i bambini, gli adolescenti e i giovani” a cura di F. Frabboni e F. Montanari, ed. FrancoAngeli 2008).
Lo stage denominato Pietralara si configura come un intervento educativo didattico che si rivolge in particolare alle classi scolastiche della scuola primaria di secondo grado e del primo anno della secondaria. Mutuando dagli stages LARA l’intenzione educativo formativa di fare esplorare il significato e le potenzialità del gruppo classe e facendo tesoro dell’esperienza maturata nel progetto Ecologia dell’apprendimento, dove il vivere in ambientale naturale sostiene e facilita percorsi ecologici dell’apprendimento, per gli stage Pietralara si è scommesso sul senso dell’integrazione con gli elementi del contesto umano e ambientale, per esplorare, comprendere e contrapporre ben essere a mal essere e fare sì che il sentirsi bene diventi una prospettiva realistica e funzionale al successo scolastico.
A questo scopo la dinamica del percorso educativo/formativo che viene favorita durante i tre giorni di stage si può schematicamente riassumere nei seguenti passaggi:
1-Incontro. E’ il momento nel quale la conduzione tende a focalizzare l’attenzione dei partecipanti sulle risorse dell’ambiente interno ed esterno nonché sulle percezioni dei compagni e della classe, sulle aspettative e le intenzioni relative al che fare. In sintesi si tratta di favorire l’esplicitazione delle emergenze psicologiche , dei bisogni individuali e collettivi rispetto ai quali si andranno ad esplorare possibili risposte a partire dalle risorse disponibili e attivabili.
2-Conflitto. E’ la fase nella quale la diversità dei vissuti, “costretta” al confronto, mette a nudo le rigidità, le debolezze, la capacità di attenzione e di ascolto, gli scontri, le paure, le fughe. Sono tensioni, emozioni e sentimenti che vanno riconosciuti ed elaborati affinché possano diventare un patrimonio collettivo su cui fondare la scommessa dell’integrazione, del reciproco aiuto, della collaborazione nel rispetto delle singole identità.
3-Progetto. E’ il tempo nel quale si mette a fuoco una prospettiva di gruppo a partire dall’insieme delle capacità emerse e, provando ad immaginare quali potranno essere in concreto i cambiamenti da produrre, sia sul piano degli atteggiamenti che su quello delle condotte, farsi consapevoli dello sforzo necessario per il suo raggiungimento.